Soccorso, i giovanissimi 'studiano' carità

I giovanissimi del Soccorso a casa GullìUna giornata intera condivisa con gli ospiti di Casa Gullì, senza timidezza e imbarazzi Così il tema della solidarietà è diventato concreto
«Nessuno escluso, mai!» esclamò don Italo Calabrò, fondatore della “Piccola Opera Papa Giovanni”. Erano mesi che i giovanissimi di Ac della parrocchia S. Maria del Divin Soccorso, trattavano il tema della diversità e finalmente domenica 14 aprile hanno tutti toccato con mano e visto con i propri occhi quello di cui prima hanno solo parlato. Doveva essere però un incontro diverso, una riunione speciale, con persone altrettanto speciali. La “meta segreta” era dunque Casa Gullì, una struttura residenziale curata e gestita dall’associazione Piccola Opera; la casa è abitata da sei ragazzi straordinari e i giovanissimi hanno avuto la fortuna di conoscerli ed entrare, anche se per un solo pomeriggio, nella loro quotidianità.


La riunione ha avuto luogo intorno ad un tavolino e le parole, anche se con un po’ di fatica iniziavano a volare per la stanza, infatti sono bastati qualche battuta e molti sorrisi a far si che l’atmosfera fosse già più calda, niente più imbarazzo e niente più timidezza, erano tutti pronti a dar inizio a quello che li aspettava. I protagonisti indiscussi della giornata sono stati proprio i ragazzi di Casa Gullì, i quali hanno raccontato la loro storia, la loro vita all’interno della casa, quello che amano fare e quello che invece no.fattoria dietro casa, un lavoro di cui tutti ne vanno fieri, infatti non è mancato il tour tra gli animali. La sera tutti insieme hanno sorseggiato una tazza di the, vicini l’un l’altro, guardandosi negli occhi, ridendo a più non posso, intonando canzoni a squarciagola e suonando finti pianoforti ed è proprio in quel momento che i loro cuori si sono incontrati e i loro occhi si sono incrociati.Tornando a casa, tutti i ragazzi hanno raccontato alle proprie famiglie con il cuore in gola l’esperienza vissuta e di quanto quelle poche ore insieme siano servite a capire che l’esclusione può ferire e che la diversità tanto diversità non è, perché stando con Giuseppe,Totò, Ciccio, Sara, Giusy e Umberto hanno capito quanto siano uguali, quanto le nostre emozioni, i nostri intenti e i nostri pensieri siano gli stessi, perchè l’importante è tenere i cuori aperti. Nessuno escluso, mai!
Un hobby comune riscontrato è la gestione della piccola fattoria dietro casa, un lavoro di cui tutti ne vanno fieri, infatti non è mancato il tour tra gli animali. La sera tutti insieme hanno sorseggiato una tazza di the, vicini l’un l’altro, guardandosi negli occhi, ridendo a più non posso, intonando canzoni a squarciagola e suonando finti pianoforti ed è proprio in quel momento che i loro cuori si sono incontrati e i loro occhi si sono incrociati.Tornando a casa, tutti i ragazzi hanno raccontato alle proprie famiglie con il cuore in gola l’esperienza vissuta e di quanto quelle poche ore insieme siano servite a capire che l’esclusione può ferire e che la diversità tanto diversità non è, perché stando con Giuseppe,Totò, Ciccio, Sara, Giusy e Umberto hanno capito quanto siano uguali, quanto le nostre emozioni, i nostri intenti e i nostri pensieri siano gli stessi, perchè l’importante è tenere i cuori aperti. Nessuno escluso, mai!

Rebecca Sapone

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