Il dono dei sacramenti ci aiuta ad essere santi

Mons. Morosini durante i sabatiLe catechesi di Mons. Morosini durante i Sabati Mariani
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Sabato 31 ottobre, alla vigilia della festa di tutti i santi, Mons Morosini incontra le vicarie della zona pastorale di Bagnara-Scilla per la catechesi dei sabati mariani.
Il Presule introduce, facendo cenno proprio alla festività dell’1 novembre, strettamente legata alla memoria dei nostri cari defunti. Si vive la comunione dei santi tra il cielo e la terra – dice Morosini – e quindi dobbiamo ricordare i nostri cari non come esseri sepolti, ma come santi vivi in paradiso.

Una parola di speranza, dunque, quella del nostro arcivescovo, una parola che ci spinge a guardare “oltre”, a guardare in Alto in virtù di quella fede di cui tanto si sta parlando durante gli incontri dei sabati, in continuità con il Convegno Pastorale Diocesano.
Due i punti ribaditi dal vescovo: non si fa catechesi per i sacramenti e la formazione va fatta a tappe. Insieme ai parroci si è stabilito che i sacramenti non vanno dispensati superficialmente, pertanto, ci dovranno essere 20 incontri di preparazione al sacramento della cresima e 20 per il sacramento del matrimoni e pure i padrini dovranno fare il loro percorso.
Tuonano un po’ le parole del Presule e diventano più forti quando annuncia all’assemblea che non farà più cresime a coloro i quali nello stesso giorno ricevono il sacramento e qualche minuto dopo fanno da padrini (o meglio compari). Non siamo obbligati a credere, la fede è qualcosa di serio e seriamente bisogna percorrere il cammino di fede.
Riferimento importante, nella seconda parte della catechesi, è quello al Sinodo sulla famiglia da poco concluso. A riguardo, Morosini afferma che oggi, purtroppo, c’è una confusione enorme e si fa passare per vero sui mezzi di comunicazione cose che né Papa, né vescovi affermano. I nostri giornali hanno parlato di comunione ai divorziati, di unioni civili ecc.
Si sono preoccupati molto della comunione ai divorziati o di fare da padrino/madrina – sempre nel caso vi siano divorziati a dover assumere tale ruolo. “Hanno scritto che i sacerdoti decideranno caso per caso. Vi dico che non è vero niente – dice il nostro arcivescovo - il Sinodo non ha detto questo. Bisogna leggere il documento ufficiale. Il sinodo, non decide, ma riflette, discute e poi propone al capo della Chiesa”. Infatti, si dice di non tenere emarginati i divorziati, i separati, di inserirli nella vita della chiesa attraverso un giusto discernimento. Adesso sarà il Papa a scegliere le strade da percorrere concretamente, ancora, però, non si è pronunciato a riguardo. Io da Vescovo ho chiesto ai parroci – continua Morosini – di leggere in tutte le chiese, una lettera che chiarirà alcuni punti a riguardo”.
Viviamo, allora, la festa di tutti i santi con la speranza e la gioia nel cuore, quella santità che è il volto più bello della Chiesa che è riscoprirsi in comunione con Dio, nella pienezza della sua vita e del suo amore. Si capisce, allora, che la santità non è una prerogativa soltanto di alcuni: la santità è un dono che viene offerto a tutti, nessuno escluso, per cui costituisce il carattere distintivo di ogni cristiano.
Gaetana Covelli

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