Dialogo con i giovani e fede incarnata: le sfide delle Associazioni Laicali

Celebrata la prima giornata delle Aggregazioni all'insegna di Franca Sesti. Urge ripartire dalla missione
Consulta Diocesana dei Laici - Reggio Calabria“Noi laici siamo … appassionati di Qualcuno che ci ha chiamato … e soltanto nella misura in cui ci lasciamo … pescare potremo, noi stessi, divenire … pescatori di uomini…”
Con queste parole Paola Dal Toso, segretaria generale della Consulta Nazionale delle Aggregazioni Laicali, conclude la sua relazione alla Giornata Diocesana delle Aggregazioni Laicali, dedicata al “ruolo e al compito dei laici e delle Aggregazioni laicali alla luce del Magistero di Papa Francesco e dell’Evangelii Gaudium in particolare”.

L’incontro, ospitato nell’Aula Magna del Seminario Arcivescovile “Pio XI” e moderato dalla segretaria della Consulta Diocesana Alda Modafferi, inizia con un momento di preghiera dedicato al ricordo, nel terzo anniversario della sua “nascita in Cielo”, di Franca Maggioni Sesti. A dettare la meditazione è l’Arcivescovo Emerito Mons. Vittorio Mondello.
“Confesso – esordisce Mons. Mondello – d’aver accettato l’invito a ricordare Franca Sesti con un po’ di perplessità. Non mi è facile parlare di una persona con la quale ho intrattenuto un rapporto di profonda amicizia. Gioisco, al contempo, nel poter ricordare un pilastro della nostra Chiesa reggina-bovese. Franca, originaria del Nord, amò profondamente Reggio e in particolare la nostra Chiesa. Ci incontravamo spesso: desiderava confrontarsi quasi quotidianamente col suo Vescovo. Quando giunsi a Reggio Franca era Presidente Diocesana di AC. Poi fu segretaria del Consiglio Pastorale Diocesano, infine della Consulta. Spendeva le energie migliori di ogni giornata per annunciare la Buona Novella, diffondere il programma pastorale diocesano, presentare i testi del Magistero Episcopale. Ed oggi – conclude l’Arcivescovo Emerito – dal Cielo, Franca certamente continua ad amare la sua famiglia (fu una mamma impegnata seriamente nell’educare alla fede cristiana i figli) e la sua Chiesa diocesana e … quasi … annoiando il Signore, sarà ai Suoi piedi per chiedere numerose vocazioni, laicali e presbiterali, che lavorino nella Vigna del Signore”.
Prima di cedere il microfono a Paola Dal Toso, Alda Modafferi approfitta per “ricordare che questo nostro convegno si inserisce nel percorso annuale di formazione, intrecciato al cammino diocesano tracciato da Mons. Morosini. Sarebbe bello che, annualmente, in concomitanza con l’anniversario della dipartita di Franca celebrassimo la Giornata Diocesana delle Aggregazioni Laicali, riflettendo sul nostro essere laici sull’esempio anche di Franca…”
Paola Dal Toso, segretaria generale della Consulta Nazionale dal 2009 e riconfermata per un nuovo quinquennio nel 2014, attacca richiamando l’Esortazione Evangelii Gaudium e sottolineando che “le associazioni, i movimenti, sono una autentica ricchezza per la Chiesa. Questa ricchezza porta diversità di carismi, esperienze, percorsi formativi: e ciascun percorso formativo dovrebbe avere il medesimo fine … l’Evangelizzazione. Ma, tante volte, quelle piccole difficoltà come ad esempio la … rivalità tra scout e ACR, incomprensioni varie, distolgono dal fine ultimo e vero dell’associazionismo cattolico”.
Invece, prosegue la Dal Toso, “dovremmo imparare ad amare l’associazione altrui come fosse la nostra. Stimeremo l’altro sol quando con lui saremo entrati in relazione; altrimenti rimarrà a noi sempre sconosciuto. E … l’entrare in relazione consiste nel realizzare qualcosa assieme, creando un rapporto appassionato, amorevole, ricco di stima”.
Sempre rifacendosi all’Evangelii Gaudium, Paola Dal Toso ricorda che “il nostro essere laici è il nostro essere dentro al Mondo. I nostri cammini associativi ci fanno crescere nel dialogo col Mondo? Quanto i nostri percorsi associativi sono finalizzati all’autosopravvivenza (…tener gente affinché l’associazione non crepi…) e quanto, invece, lottano affinché, terminato il tempo del servizio associativo, uomini e donne si inseriscano nel Mondo, vivano quell’alta forma di Carità chiamata politica? Creiamo percorsi comuni di formazione per giovani e adulti, chiamati all’impegno … oggi associativo, domani civile, sociale”.
Evitiamo, continua la segretaria generale, “il peregrinare da una associazione all’altra, da una parrocchia all’altra in cerca del prete che meglio predica e che detta l’omelia breve… Lavoriamo perché ciascuna associazione mai si sostituisca alla parrocchia ma, in quanto parte di essa, contribuisca alla crescita umana e spirituale del popolo di Dio. Lavoriamo, poi, per individuare nuovi linguaggi, capaci di coinvolgere le giovani generazioni. Rimettiamo al centro del nostro cammino associativo la Bibbia: come posso annunciare il Cristo senza averlo prima incontrato io? Ricordiamoci, infine, che essere laici, vivere la laicità è condividere una responsabilità, sentirsi chiamati, mettersi al servizio dell’Uomo e della Chiesa”.
Diversi sono i laici dell’Arcidiocesi reggina-bovese che animano il dibattito, confidando esperienze ed offrendo spunti di riflessioni.
Tocca a Padre Giuseppe Fiorini Morosini, Arcivescovo Metropolita nella Terra iniziata alla Fede dalla predicazione dell’Apostolo Paolo, concludere il convegno: “ringrazio, dal profondo del cuore, l’eroismo di tanti di voi che vedo presenti in numerose attività e tante associazioni… Ma … apriamoci, allarghiamoci! Dialoghiamo con i giovani, responsabilizziamoli, altrimenti fra vent’anni non avremo associazionismo cattolico, poiché nessuno si sarà assunto quella responsabilità che voi vi assumeste nella vostra gioventù… E ancora: desidererei, come padre e Pastore, laici fortemente impegnati e con le antenne ben piantate sui problemi del territorio: testamento biologico, la questione gender… Medici, giuristi cattolici, in armonia col Magistero della Chiesa, fate sentire la vostra voce!”.
Prima di concludere, Padre Giuseppe rinnova l’invito, specialmente alle nuove generazioni, per il “Sinodo dei Giovani che finalmente celebreremo il 21-22-28-29 marzo. Non è un’opzione: il Sinodo è la convocazione ufficiale del Vescovo e tutti i giovani della diocesi, in quei giorni, sospesa qualsiasi attività giovanile parrocchiale, saranno in Cattedrale”.
L’incontro termina a serata inoltrata, mentre sottilissime goccioline d’acqua, bagnando l’asfalto della Reggio Metropolitana, sembrano quasi canticchiare … “è giunta un’era di primavera, è tempo di cambiare. E’ oggi il giorno sempre nuovo per ricominciare, per dare svolte, parole nuove e convertire il cuore, per dire al mondo, ad ogni uomo: Signore Gesù”.

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