Fede e presepio: una ricca mostra a Reggio Calabria

Un presepe allestito in una riproduzione del Castello Aragonese di Reggio CalabriaL'Associazione "Amici del Presepio" ha organizzato un'esposizione presso l'Auditorium "San Paolo"
Nel cuore della Cristianità reggina, tra la Basilica Cattedrale e la Curia Metropolitana, è incastonato l’Auditorium San Paolo, luogo tradizionalmente dedito all’incontro ed all’ascolto. A ridosso delle festività natalizie e d’inizio anno, per il secondo anno consecutivo, diviene piccola, affascinante, Betlemme…
La sezione reggina "Don Matteo Plutino" dell'Associazione Italiana “Amici del Presepio", propone una suggestiva mostra dei Presepi.


Curatore dell’evento è don Mimmo Cartella, parroco a Lazzaro, direttore dell’Ufficio diocesano di Pastorale Giovanile, Uomo di Dio che, con competenza e sensibilità, intreccia fede e ragione e arte!
Il visitatore, sopraffatto dagli affanni e dalle urgenze dell’umana quotidianità, varcando la soglia dell’auditorium non potrà non avvertire … l’odore della paglia di quella mangiatoia, l’umidità di quella grotta; ma, soprattutto, terminato il tour, riacciuffando l’iphone dalla borsa, non potrà non cominciare subito una accurata ricerca tra i versetti della Bibbia! Perché le piccole e grandi opere d’arte presepiale, frutto dell’ingegnoso estro degli Artisti, di professione o per passione, reggini, consentono al visitatore di rileggere la nascita del Redentore da diverse angolazioni, cogliendo quelle decisive sfumature che, qualche volta, le lunghe prediche, tralasciano nel foglio degli appunti…
Così, addentrandosi all’interno dell’auditorium, il visitatore scoprirà curatissimi diorami presepistici, imbattendosi, ad esempio, nella Madonna che, dopo il parto, riposa sdraiata su di un fianco, accanto al piccolo Gesù e a San Giuseppe. Si contorcerà su se stesso per fotografare con gli occhi ogni minuzia di quelle stanze, che sembrano le nostre, che racchiudono spaccati vivi di vita di tutti i giorni… Si soffermerà, magari, su quella stella cometa che si fa croce, rammentando a se stesso che il Risorto nacque per morire… Rimarrà incuriosito da quel pavone posto accanto alla Sacra Famiglia, simbolo d’eternità… Fisserà quell’angelo che amorevolmente si scaglia verso la Terra, come il buon Dio che è qui sceso per restarci… Gli verrà voglia d’accarezzare le realistiche stoffe che avvolgono pastori, ai quali, direbbero i nonni, mancano soltanto le parole…
Insomma, una capatina (tutti i giorni, al mattino dalle ore 9 alle ore 12 e al pomeriggio dalle ore 16 alle ore 20 … col simbolico contributo di euro 1, per fronteggiare le spese e migliorare, negli anni a venire, il progetto…) sarebbe cosa buona e giusta: sarebbe sosta formativa per la mente, misericordiosa carezza per l’anima, scossa per la persona nella sua totalità. Poiché, tra luci intermittenti e panettoni, è sempre utile ricordare che se quel legno della mangiatoia non si fosse trasformato in legno per la croce e quel bimbo non fosse asceso al Cielo, oggi, staremmo a raccontare chissà cosa, chissà dove…

Antonio Marino

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