Uno sguardo nuovo sulla Famiglia

In cammino verso il Sinodo
Uno sguardo nuovo sulla famiglia”. Inizia così l’incontro del direttore dell’Ufficio Nazionale per la pastorale della famiglia della CEI, don Paolo Gentili, con l’Ufficio Diocesano Famiglia, che si è tenuto in data 27 Maggio.
Alla presenza dei direttori dell’Ufficio, Biagio e Tina Giumbo, e dei suoi componenti, don Paolo ha analizzato la sintesi delle domande del questionario che le varie Diocesi hanno compilato in occasione del Sinodo della famiglia.

Il questionario è stato voluto dal Santo Padre per ascoltare, in questo momento difficile, le famiglie, quello che pensano e sperano, portando il Sinodo a confrontarsi con la realtà.
La sintesi di tutte le domande costituirà l’Instrumentum Laboris dei lavori del Sinodo ordinario di Ottobre 2015. Emerge subito la crisi che la famiglia sta vivendo nella società odierna. Da una parte ci sono le ferite, le situazioni di difficoltà e sofferenza, che richiedono un atteggiamento di Misericordia e di accoglienza, come ricorda Papa Francesco.
Questo è l’ospedale da campo, in cui si deve trasformare la Chiesa, per curare i feriti delusi dalla vita, che fanno fatica a relazionarsi con gli altri e vivono una profonda solitudine, spesso senza averne colpa. In questo campo bisogna entrare “togliendosi i calzari” di fronte alla terra sacra dell’altro. Dall’altra parte ci sono tante situazioni che vivono l’amore, hanno anche dei figli, senza giungere al matrimonio. Si riscontra, possiamo dire, una certa fatica di sposarsi. La famiglia, punto di forza della Chiesa e della società, attraverso la crisi che sta vivendo, sembra essere ridotta a delle macerie.
La Chiesa, in tale contesto, deve accompagnare questi suoi figli, donando fiducia e speranza, come la luce del faro che illumina coloro che si trovano in mezzo alla tempesta. E’ necessario acquisire la consapevolezza che la misericordia più grande è dire la Verità con amore. Nello stesso tempo però, emerge nei giovani un grande desiderio di famiglia, si tratta allora di mettere in gioco le tante belle famiglie che abbiamo in Italia, che rappresentano una straordinaria risorsa, e che attraverso la propria testimonianza sappiano far conoscere la Grazia del matrimonio.
Don Paolo sottolinea, che non sta parlando di famiglie perfette che non esistono, ma di vasi di creta che, nella loro fragilità, custodiscono un tesoro che è il sacramento del matrimonio. Così il matrimonio, rappresenta, nel mondo di oggi, una Buona Novella, un modo concreto di vivere il Vangelo, il volto della Misericordia.
La nuova pastorale familiare parla di accompagnamento, di famiglia come “piccola chiesa domestica” in uscita. Le famiglie che adottano altre famiglie, in una catena di solidarietà, per uscire dalla solitudine, donare una speranza ed un aiuto concreto. In questo contesto è fondamentale l’alleanza tra sposi e presbiteri, che insieme scoprono un modo nuovo di fare pastorale familiare, nella consapevolezza che a volte non si hanno soluzioni da dare, ma è importante l’accoglienza e la vicinanza.

Luciana e Giuseppe Marcelli
Commissione Ufficio Diocesano Famiglia 

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